Nel 2005, Sandro Veronesi offriva ai lettori un libro potente, Caos calmo. Un romanzo di riflessione, sotto alcuni aspetti un romanzo di formazione nonostante il protagonista sia un adulto di quarantatré anni, Pietro Paladini. Un romanzo con il quale vinse il Premio Strega 2006 ma anche il Prix Femina 2008 e il Premio Mediterraneo per gli stranieri.

Nel 2015, decide di lasciare Bompiani e di accompagnare Umberto Eco nella creazione di La nave di Teseo, casa editrice con la quale ha pubblicato Un dio ti guarda, Cani d’estate e Il colibrì.

Già votato come Libro del 2019 nella classifica Qualità organizzata dal supplemento culturale La Lettura del Corriere della Sera, quest’ultimo è riuscito a conquistare il pubblico, che accompagna Marco Carrera – il protagonista – nelle sue vicissitudini: continue sospensioni, coincidenze fatali, perdite atroci e amori assoluti. Un colibrì che sbatte le ali per cercare di sopravvivere: una resilienza ricompensata con una bambina, Miraijin, che gli porterà tante gioie negli ultimi anni della sua vita e che ha con lui un legame particolare che vi lasciamo scoprire nel libro.

Finalista nel 2019 con La straniera di Claudia Durastanti e nel 2016 con La femmina nuda di Elena Stancarelli, La Nave di Teseo vince il primo Premio Strega della sua giovane storia. Succedere a Antonio Scurati e il suo M. Il figlio del secolo non era facile ma non è a caso se gli Amici della domenica (400) insieme ai votanti dell’estero (200) selezionati da 20 istituti italiani di cultura, lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti (40) e voti collettivi di biblioteche (20) hanno assegnato a Veronesi un secondo Premio Strega, facendo di lui il secondo doppio vincitore dopo Paolo Volponi – nel 1965 con La macchina mondiale e nel 1991 con La strada per Roma.

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